Quando i grandi movimenti si smarriscono

David Holmgren è noto essere il co-fondatore della “Permacultura”, una filosofia e scienza di progettazione nata col fine di adattare l’uomo in maniera più ecologica con l’ambiente. Pur essendo nata negli anni ’70 essa è nota oggi più che altro come modo alternativo di coltivare, una specie di tecnica, sebbene chi dice “faccio l’orto in permacultura” fa mandare su tutte le furie gli agronomi (“non è una tecnica di coltivazione!”).

Serge Latouche invece è noto come padre della “decrescita felice”, un movimento che ha avuto un certo successo fra gli “ambientalisti” e gli “alternativi” (perdonate le grossolane etichettature) poichè incarna la necessità di una riduzione dei consumi, degli sprechi, dell’inquinamento. Sostiene che sia possibile essere felici con meno, in breve: che non sia necessario “crescere” per essere felici, ma è possibile “decrescere”.

Questi due personaggi sono accumunati da una sindrome che colpisce molti movimenti sociali: vengono portate avanti alcune idee fra le molte che vengono presentate dai loro fondatori e il resto viene scartato. E’ come se una sindrome, un filtro selezionatore agisse per selezionare alcune cose: quelle accettabili dalla maggioranza in un dato periodo storico. Ebbene, conoscendo quali sono ancora le tendenze della nostra specie in questa fase storica, non possiamo dubitare che verranno scartate le più importanti! Le idee realmente sovversive vengono rigorosamente filtrate e scongiurate poichè la loro attuazione non è possibile. Di quali idee parliamo? Di uscire dall’economia, di provocarne volontariamente la fine mediante la presa di responsabilità della propria esistenza!

Holmgren in diverse occasioni (fra cui questa) ha detto e scritto che “se solo il 10% della popolazione investisse in movimenti di economia locale e moneta locale, il sistema collasserebbe“. Ma la moneta locale non è una delle armi che il movimento della Transizione intende usare per creare un’alternativa all’economia e “transitarci” verso un mondo post-combustibili fossili? Si, sebbene non mi sembra fosse nelle intenzioni dei suoi ideatori quella di un collasso volontario e auspicabile del sistema economico! Lo è invece per Holmgren e anche per Latouche, il quale auspica – ma lo abbiamo dimenticato – ad una “uscita dall’economia” graduale, mediante una regionalizzazione delle economie, con ogni mezzo buono per ostacolare la tendenza alla globalizzazione vigente.

Latouche ha insistito molto sul fatto che “abbiamo un martello economico nella testa” e che “dobbiamo decostruire il nostro immaginario economico”. Non è stato ascoltato e i vari circoli MDF trovano un’identità solo per fare pratiche di laboratori al fine di “ridurre i consumi” e limitare la bolletta e il portafogli.

Ma perchè bisogna uscire dall’economia?

Per capirlo basta mettere a confronto due esigenze fra loro inconciliabili:

1-la prima è quella dell’economia, che necessita di crescere e consumare.

2-la seconda è quella dell’ambiente, che necessita di essere lasciato in equilibrio poichè ha una capacità di rigenerazione che non può essere troppo modificata.

Per questo l’ambientalista moderno, il Decrescista, il Transizionista, il Permacultore (e tutti coloro che hanno a cuore in qualche modo le sorti del pianeta) si trovano in grave conflitto con se stessi, ma senza saperlo!

Per salvare l’ambiente si richiede di limitarsi nei consumi, nelle estrazioni di materie prime, nell’aumento dei flussi energetici ma il sistema economico viaggia sul binario opposto: dal suo punto di vista non è possibile decrescere! Abbiamo davvero compreso cosa implica la crescita economica? (ne ho già parlato anche qui). Che tutti i parametri devono aumentare, come la quantità di barili di petrolio estratti ogni anno.

Global Petroleum and Other Liquids
2015 2016 2017 2018
a Weighted by oil consumption.
b Foreign currency per U.S. dollar.
Supply & Consumption (million barrels per day)
Non-OPEC Production 58.48 57.91 58.98 60.10
OPEC Production 38.23 39.24 39.44 40.11
OPEC Crude Oil Portion 31.67 32.69 32.53 32.96
Total World Production 96.72 97.15 98.42 100.21
OECD Commercial Inventory (end-of-year) 2970 2967 3013 3060
Total OPEC surplus crude oil production capacity 1.46 1.15 2.09 1.40
OECD Consumption 46.43 46.83 47.12 47.49
Non-OECD Consumption 48.99 50.16 51.29 52.53
Total World Consumption 95.42 96.99 98.41 100.02

Se il sistema nel complesso non cresce, collassa. Non ci sono alternative. E’ per questo che il mantra fondamentale di tutti i governi è “la crescita”, il nuovo Dio ma un Dio monoteista come il vecchio poichè non ammette rivali!

L’errore di molti sta nel pensare che sia possibile non-crescere o a-crescere come direbbe Latouche. Oggi è in voga l’idea che ci attenda una stagnazione secolare, ma la fisica obietta: l’economia è una struttura dissipativa, ovvero qualcosa che per esistere dissipa continuamente energia e che può essere mantenuta solo tramite flussi continui e crescenti (non intermittenti) di energia e materie prime.

Sempre più energia deve entrare nel sistema

Sempre più materiali devono essere estratti

Sempre più terra deve essere arata

Sempre più acqua deve essere utilizzata

Risultati immagini per socio economic trend

E infine, cosa più oscura ai più: sempre più popolazione deve esistere per alimentare questa folle corsa…

Risultati immagini per aumento popolazione mondiale

Perché oscura? Perchè molti pensano che sarebbe possibile stabilizzare la popolazione. Ciò costituisce una parte importante di quelle teorie che ritengono sia possibile raggiungere una “Stady-State economy” o stato stazionario. Poichè già agli economisti classici era chiaro che la crescita non poteva essere infinita, e poichè non potevano ammettere che dovesse aver termine del tutto, concepirono una sorta di via di mezzo. Oggi la chiamiamo “stagnazione”. Si pensa che in questo modo sarebbe possibile regolare l’economia e magari, con una popolazione stabile, ottenere una ricchezza maggiormente distribuita. Niente di più illusorio, tuttavia, perché anche allora l’economia dovrà continuare a crescere! Ma come farlo con una popolazione stabile? Come potrà infatti aumentare la domanda di beni e servizi? I consumi devono sempre aumentare in un’economia, pena la recessione. Si potrebbe pensare di aumentare indefinitamente i consumi procapite? Bene, allora i redditi individuali – in particolare dei lavoratori dipendenti – dovranno costantemente aumentare, almeno di quanto aumenta l’inflazione, per sostenere gli acquisti. Ma da dove provengono i redditi dei lavoratori? Ebbene, provengono dai profitti che i produttori ricavano dalla forza-lavoro.

Evitando di ripetere qui una spiegazione data altrove, si capisce che se è in questo modo che avviene la creazione di denaro (oltre che mediante la creazione di moneta a debito, tramite le banche), non è possibile ridurre o stabilizzare la popolazione: essa deve crescere proprio come tutto il resto. Ne viene che l’economia si comporta come un palloncino, che si gonfia man mano, fino a scoppiare una volta raggiunti i “limiti della crescita”.

Ecco perché, per quanto possa sembrare incredibile e scandaloso, vi sono stati uomini come Latouche e Holmgren col coraggio di parlare così contro il sistema da “volerne” la fine.

 

 

 

 

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