L’atto più rivoluzionario: coltivare il proprio cibo

Se ancora ci rimangono degli spazi di libertà “da coltivare”, si possono trovare tornando alla natura e alla terra. E’ quello che cerco di dire anch’io in questo blog, ma in quest’articolo è scritto meglio 😉

https://www.dolcevitaonline.it/latto-piu-rivoluzionario-in-assoluto-coltivare-il-proprio-cibo/?fbclid=IwAR01z_Za4ZBiyNudY0fB6Kpfu0h8bFoJSOKKr5PeHrDkOWcKoXDRg6zN3jQ

Anche noi abbiamo cominciato da un pò a coltivarci il cibo, al Progetto Resilienza, e abbiamo finito con il creare una mini-azienda, una “microfarm”.

Oggi come oggi questo tipo di piccola realtà agricola è sempre più apprezzata dalle persone, perchè è più trasparente agli occhi di chi acquista. C’è fame di vero “biologico” e di salute, perchè i rischi dell’inquinamento sono palpabili da tutti.

Le persone sono contente di comprare da te e ti fanno i complimenti. Non so se sia un’esagerazione ma a volte hai l’impressione che ti percepiscano come uno che fa qualcosa di importante per loro.

 

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