Educare il cuore e la mente con Mario Polito

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Mario è uno fra i più importanti educatori e psicologi italiani.

E’ conosciuto per il suo lavoro in campo pedagogico scolastico e da oltre vent’anni porta avanti il suo rinnovamento che riguarda il metodo e le tecniche di studio, la valorizzazione del gruppo classe tramite l’apprendimento reciproco e cooperativo.

Ciò che lo rende un personaggio eccezionale nel panorama degli intellettuali contemporanei è l’interdisciplinarietà dei suoi studi e dei suoi interessi, che è riuscito a infondere nei libri che ha scritto.

La passione per la conoscenza e il sapere come mezzo per l’autorealizzazione di sè e degli altri è il grande messaggio che dà per la società di oggi, appiattita sui valori del consumo.

A chi interessa oggi quella conoscenza che non è spendibile nel mercato del lavoro? Lui invece insiste nel ricordarci – e nello spiegarci come fare: i suoi libri sono tutti “strategie”, sono pratici – che la formazione è un momento sacro della persona e guai a quella scuola che non si incarica della formazione della Persona intera.

Se la scuola non coltiva il cuore è perduta: forse in questa frase si potrebbe sintetizzare il messaggio di Mario dei libri Le virtù del cuore e Educare il cuore.

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Perchè il lavoro di Mario è importante per la Resilienza?

Perchè per diventare resilienti di fronte alla vita bisogna divenire virtuosi e per questo è necessario scolpire la mente e il cuore.

In pochi oggi parlano delle “virtù del cuore”. Il cuore – che è poi “l’organo” del cor-aggio – non è considerato qualcosa da coltivare, di cui prendersi cura.

In uno dei suoi ultimi libri Costruisci la tua intelligenza, ci fa capire come “dare forma” – la sua formazione è gestaltica – alla mente e quindi al carattere.

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Questo libro è importante perchè ci spiega cosa vuol dire pensare e come imparare a farlo, a maggior ragione al giorno d’oggi. Per affrontare la complessità del mondo d’oggi è necessario raggiungere una visione ampia, un pensiero ampio e non riduttivo, non semplicemente analitico. Orientarsi con efficacia nel caos cognitivo, emotivo, sociale della nostra società significa raggiungere una chiarezza di vedute che ci permette poi di agire con semplicità. Pensare bene per agire con decisione e incisività.

Agli uomini non piace pensare. Piace di più agire, fare, perchè riflettere comporta fermarsi. E’ necessario però superare l’angoscia provocata dai momenti di inattività – che spesso dura solo qualche attimo – per aprirsi all’esperienza di pensare. Senza coltivare questa “abilità” o capacità ne risentirà quello stesso tempo rivolto al fare perchè non sarà ben direzionato.

Pensare serve a dirigere bene l’azione che vogliamo compiere. Noi homo sapiens ci siamo evoluti proprio con la potenzialità di poter pensare prima e dopo l’azione a differenza dell’animale il cui spretto di azione è rigidamente vincolato dall’istinto.

Spesso si sente dire che usiamo solo il 5-10% del nostro cervello. E’ proprio così in effetti, ma ci si immagina che il restante sia di pertinenza solo dei “geni”. Non è così: chiunque può dare forma alla propria mente semplicemente imparando ad aumentare i collegamenti sinaptici fra i neuroni. Come?

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E’ una questione di memoria, e Mario insiste molto sull’importanza di questa funzione nei suoi libri sul metodo di studio. Ogni volta che apprendiamo, impariamo, comprendiamo qualcosa questo può avere due destini: finire nell’oblio oppure rimanere nella memoria a lungo termine. E’ una nostra scelta! Dobbiamo decidere se dedicare del tempo alla memorizzazione di ciò che viviamo e di ciò che impariamo, oppure se vivere come trainati dalla corrente, senza curarsi troppo di ciò che accade.

Il prezzo da pagare in questo secondo caso sarà un’accresciuta confusione e insoddisfazione, una mancanza di chiarezza dei propri obiettivi e del senso del vivere.

Non ci dovremmo stupirci inoltre se anche il nostro cuore diventerà meno aperto ad accettare gli altri e la realtà. Facciamo attenzione a questo termine: ricordare. Contiene la stessa radice presente in coraggio: ri-cor-dare. Tanto più si ricorda – evitando però l’accumulazione patologica, la memorizzazione sterile – tanto più si vive.

E’ strano come questa “equazione” sia così poco studiata e riconosciuta. Ma non sarà forse per la tendenza che abbiamo a vivere nel futuro?

Pensiamo oggi a quanta importanza viene data alla “tradizione”, al passato, alla memoria storica. Sempre meno. Si vive proiettati nel futuro, anzi nel prossimo futuro perchè la nostra società non si cura molto che ciò che fà debba rimanere, debba servire per le prossime generazioni. Non agisce in modo lungimirante ma mira ad obiettivi immediati, a breve termine. Ma se lo scopo è questo, a cosa serve ricordare, pensare?

Il messaggio di Mario è coltiva i tuoi talenti per regalare il tuo contributo al mondo.

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Diventare resilienti passa per l’autorealizzazione di sè. Ama te stesso se vuoi amare gli altri, dice Mario in una delle sue conferenze.

Non è pensabile ricostruire la comunità se per primo l’individuo non si cura della propria crescita personale. Per farlo deve concentrarsi sulla sua mente e il suo cuore, chiarendosi quale posto vuole occupare nel mondo – se di vittima o di Persona realizzata; se di rassegnato o di coraggioso; se di virtuoso o di vizioso; – e come intende lasciarlo.

Un mondo che oggi ci chiede più che mai di esserne i “custodi” perchè noi dipendiamo da Esso e forse anche Lui da noi.

Qui trovate il link per il suo sito personale: http://www.mariopolito.it/

 

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